05.31.07
È nato il blog di Malta girls
I ragazzi di oggi credo che utilizzino il blog anche per fare il caffè (almeno alcuni che conoscono sono proprio così) !!!
Ma sicuramente l’esperienza di viaggio e di condivisione delle proprie esperienze con amici lontani attraverso il blog diventano un punto di riferimento per rimanere a contatto. Ecco quindi che i viaggi più lunghi assumono nella rete la fisionomia di un diario di viaggio vero e proprio, dove scrivere di incontri, esperienze e magari di cose anche personali…
Io ho avuto il piacere di conoscere una delle ragazze che ora si trova a Malta a prendere il Sole, dice che è là per lavoro ma come crederle?!?!
Questo è il loro blog…
“Questo blog nasce con la voglia di condividere la nostra esperienza a Malta con tutti gli amici vicini e lontani”…
Buona Lettura!!!
05.28.07
Expedia Best Tourist League 2007
Prima di aggiungere ogni commento invito tutti al leggere cosa sia emerso da un’importante ricerca fatta per amor di gloria da Expedia. Questa si propone di analizzare il comportamento dei turisti e lo confronta fra varie nazionalità. Ringrazio Milena per avermi inviato l’articolo.
“Secondo le interviste rilasciate da quindicimila hoteliers europei, siamo tra i peggiori turisti al mondo (diciannovesimo posto su ventonove), superati da, partendo dal fondo, israeliani, francesi e cinesi. I giapponesi, gli americani e gli svizzeri, invece, sono in cima alla lista dei “buoni”. Noi, primi in classifica siamo soltanto se si parla di quanto chiasso facciamo (ai giapponesi, invece, va l’Oscar del silenzio e della riservatezza) o, piccola consolazione, di quanto siamo eleganti: lì, a detta di tutti, non ci batte veramente nessuno, nemmeno i francesi che sono riusciti soltanto ad arrivare secondi (peggio vestiti, e anche qui all’unanimità, gli americani).”
Solo ora, che abbiamo letto un estratto dell’articolo, credo sia possibile fare alcune importanti considerazioni in merito…
Anzitutto mi piacerebbe chiarire, in modo anche provocatorio, che indagini di questo genere servono solo a perdere tempo e magari alimentare una curiosità basata su stereotipi che mettono in evidenza caratteristiche di alcune razze piuttosto che di altre.
Non me ne volgiate se dico questo, ma non è molto più interessante capire il perché di certi atteggiamenti piuttosto che fare una classifica? Mi spiego meglio… sono sicurissimo che il turista italiano, se così vogliamo caratterizzarlo, sia molto più chiassoso rispetto ad altri gruppi di turisti… ma certamente quel comportamento non necessariamente è indice di una minor capacità di essere un bravo turista. Magari alcuni valori come l’appartenenza di gruppo e la condivisione di esperienze ad alto volume (interazione) è indice di uno spirito diverso dal giapponese che osserva muto il mondo attorno!
Un altra considerazione che vorrei sottoporre all’attenzione dei lettori del blog è che ognuno, senza distinzione di razza (che brutta parola), vive l’esperienza della vacanza in modo diverso e questa è una caratteristica del viaggiare, la libertà. Se così non fosse mi chiedo a cosa possa giovare una visita ad un altro Paese, si rischia di diventare vittime del buon costume; ogni viaggiatore ha piena consapevolezza delle sue azioni e ne è responsabile.
Mi è capitato di vedere spesso dei gruppi di giapponesi condividere grasse risate con italiani e italiani mangiare in assoluto silenzio in ristoranti in estremo oriente e allora? Dove sta la pratica del bravo turista o del cattivo turista. Mi auguro che il senso del rispetto e del confronto possa essere un valore da condividere assieme senza creare facili distinzioni fra gruppi di turisti che afferiscono a nazioni diverse. Forse in futuro l’expedia dovrebbe dimostrarsi più attenta a considerazioni sul viaggio che far parlare di se stessa tramite queste str***ate per farsi un po’ di pubblicità.
05.18.07
Giochi di società – HOTEL e MONOPOLI
Questo post vuole essere una simpatica riflessione sul gioco e il turismo.
Tutti noi conosciamo il gioco da tavolo Monopoli (“Monopoly”) e la copia moderna Hotel, ma forse non abbiamo mai associato l’idea del viaggio a questo giochi.
Un po’ di storia… “Nel 1906 la Parker Brothers pubblicò il gioco Rook, il maggior successo dell’anno in tema di giochi di carte, che rapidamente divenne il più venduto del paese. Durante la Grande Depressione, in un periodo in cui molte società uscirono dagli affari, la Parker Brothers realizzò un nuovo gioco da tavolo chiamato Monopoli. Sebbene la società avesse da principio scartato il gioco nel 1934, fu deciso di pubblicarlo l’anno successivo. Fu un successo immediato e la Parker Brothers ebbe difficoltà per un bel po’ di tempo a fronteggiare le richieste. La stessa continuò a crescere per i dieci anni successivi, producendo giochi attuali quali Cluedo, Risiko! e Sorry!”.
E’ singolare il fatto che entrambi questi giochi rappresentino le icone del capitalismo e propongano come rappresentazione del successo il possesso di alberghi di lusso. Il viaggio all’interno del gioco si trasforma così nella capacità di spennare i poveri “turisti”.
Per quanto possa sembrare semplice il meccanismo è lo stesso della realtà…
05.16.07
Donne in viaggio… di Chiara Meriani
Questo post, già annunciato ai seguaci del blog (grazie mella, giacomo, corrado e tutti gli altri!!!) vuole presentare una ricerca condotta da Chiara Meriani sul significato del viaggio al femminile. mi è parsa molto interessante e ricca di spunti. Ve ne propongo un piccolo estratto…
Le donne e il viaggio a cura di Chiara Meriani
Come viaggiavano le donne un tempo e quali sono i comportamenti di viaggio delle ragazze di oggi: indagine comparativa tra atteggiamenti ed abitudini di viaggio di donne austriache, italiane e slovene.
(…)
L’approccio femminile al viaggio risulta diverso per motivi storici (il viaggio resta per secoli esclusiva maschile e le donne iniziano a spostarsi di più soltanto nel secolo scorso); ma la diversità del viaggio dipende anche dallo sguardo con cui le donne osservano il mondo, spontaneamente attente ad aspetti sociali spesso ritenuti “minori” e raramente presi in considerazione dai viaggiatori maschi. Inoltre, la diversità d’espressione che caratterizza uomini e donne si ritrova nei racconti di viaggio in cui le autrici parlano con disinvoltura e ricchezza di particolari non solo dei paesi visitati, ma anche delle proprie emozioni: il viaggio diventa spesso occasione per compiere un viaggio nella propria interiorità.
Alla base dei viaggi, di tutti i viaggi, c’è per uomini e donne lo stesso bisogno di partire, lo stesso desiderio di libertà, la stessa irrequietezza e la stessa sete di scoprire: ecco perché il Piccolo Principe aveva dovuto lasciare la sua stella e la sua rosa. Per prendere a poco a poco conoscenza.
Il concetto di viaggio non ha “sesso”: prendendo ad esempio in considerazione le lingue dei tre Paesi più avanti analizzati, scopriamo che viaggio in italiano è maschile (ma originariamente, in latino, la parola era neutra: deriva infatti da viaticum, “attrezzatura per la via”): anche in sloveno la parola potovanje è neutra, mentre in tedesco, die Reise, è femminile. Ma per secoli il viaggio, ciononostante, è stato riservato quasi esclusivamente agli uomini… L’approccio femminile ai viaggi è dunque diverso, se non altro a causa del differente percorso storico che viaggiatori e viaggiatrici hanno dovuto affrontare.
Le donne in questo, come in altri campi, hanno dovuto conquistarselo lo status di “viaggiatrici” e farlo accettare agli altri, agli uomini ed alle donne che restavano a casa, non era certo cosa facile. Ancora nella prima metˆ del Novecento un giornalista scrive: “due qualitˆ caratterizzano i viaggiatori, il coraggio e la fiducia in se stessi, entrambe risaputamente maschili”.
Ma forse, come sostiene Mary Wollstonecraft, la più grande battaglia le donne l’hanno dovuta -e forse la devono tutt’ora- combattere dentro se stesse: contro quella visione del mondo trasmessa da generazioni, per modificare la quale i passi sono lenti e difficili; contro gli stereotipi e le immagini di sé alle quali spesso ci si attacca per pigrizia o per paura, che limitano e snaturano; contro l’abitudine, la comodità, l’approvazione degli altri. E non dimentichiamo che l’indipendenza economica delle donne è conquista recente nella storia e, dipendendo da qualcuno, il viaggio, la cui vera essenza è la libertà, non è realizzabile.
Non cediamo però alla facile tentazione di credere che le donne siano le uniche povere vittime di pregiudizi e stereotipi: ogni essere umano, in momenti e settori diversi, rischia di rimanere impigliato in ruoli, immagini preconfezionate, tradizioni… Ed anche gli uomini sono stati -e sono- in un certo senso vittime degli stessi ruoli ed immagini che essi stessi hanno costruito: il viaggiatore solitario, l’eroe senza macchia, il coraggioso ed intrepido esploratore ed il cavaliere errante, che ovviamente non potrà mai fermarsi, pena la perdita della propria stessa identità…
Superati dunque ostacoli materiali e sfidata una certa mentalità, le donne iniziano a viaggiare: da principio poche avventuriere o viaggiatrici appartenenti alle classi nobili, poi sempre più donne, di provenienza culturale e sociale diversa.
Lo sguardo con cui le viaggiatrici osservano i paesi visitati, crea le particolarità del viaggio femminile. Prima di tutto l’attenzione per i dettagli, che investe non solo l’aspetto geografico, antropologico o storico delle mete di viaggio, ma anche tanti aspetti “minori” legati alla vita quotidiana: le donne osservano spontaneamente il modo di vestire, gli oggetti usati nella quotidianità, le ricette, le abitudini familiari, il modo in cui i figli vengono allevati e come la cultura abitui le persone ad esprimere (o a non esprimere) le proprie emozioni.
Spesso le donne fissano le proprie osservazioni sulla carta: nei diari, in autobiografie, e soprattutto nelle lettere indirizzate ad amanti, genitori, mariti o figli ma in particolare scritte per altre donne, sorelle o amiche. Le viaggiatrici non raccontano soltanto, con ricchezza di dettagli, la vita del luogo visitato, ma parlano largamente di se stesse: emozioni, pensieri, ragionamenti e soprattutto sentimenti vengono comunicati al mondo esterno con profondità e spesso con una naturalezza che in questo caso, sì, si può considerare tipicamente femminile.
Il viaggio di una donna dunque, sembra essere prima di tutto un’occasione per compiere un viaggio indisturbato nelle profondità di se stessa.
Dalla stessa autrice
“Il senso del viaggio: un percorso attraverso la storia del viaggio e la psicologia del viaggiatore”, 2003, tesi di laurea in Psicologia del Turismo di Chiara Meriani (relatore Prof.ssa Maria Lisa Garzitto, correlatore prof. Piergiorgio Gabassi, Università degli studi di Trieste); per chi fosse interessato, la tesi è consultabile online all’indirizzo www.markos.it/quaderni/sensodelviaggio.htm
Le parti proposte fanno riferimento alla sola introduzione, la ricerca è composta da una parte sperimentale e speculativa molto profonda e ben organizzata, purtroppo però per motivi di spazio non riesco a presentare l’intero lavoro.
Vorrei ringraziare Chiara per il suo lavoro!!!
05.15.07
Casa sul mare
Continuano le serie di poesie dedicate al viaggio. Oggi vi propongo questa poesia di Eugenio Montale.
ll viaggio finisce qui:
nelle cure meschine che dividono
l’anima che non sa più dare un grido.
Ora I minuti sono eguali e fissi
come I giri di ruota della pompa.
Un giro: un salir d’acqua che rimbomba.
Un altro, altr’acqua, a tratti un cigolio.
Il viaggio finisce a questa spiaggia
che tentano gli assidui e lenti flussi.
Nulla disvela se non pigri fumi
la marina che tramano di conche
I soffi leni: ed è raro che appaia
nella bonaccia muta
tra l’isole dell’aria migrabonde
la Corsica dorsuta o la Capraia.
Tu chiedi se così tutto vanisce
in questa poca nebbia di memorie;
se nell’ora che torpe o nel sospiro
del frangente si compie ogni destino.
Vorrei dirti che no, che ti s’appressa
l’ora che passerai di là dal tempo;
forse solo chi vuole s’infinita,
e questo tu potrai, chissà, non io.
Penso che per i più non sia salvezza,
ma taluno sovverta ogni disegno,
passi il varco, qual volle si ritrovi.
Vorrei prima di cedere segnarti
codesta via di fuga
labile come nei sommossi campi
del mare spuma o ruga.
Ti dono anche l’avara mia speranza.
A’ nuovi giorni, stanco, non so crescerla:
l’offro in pegno al tuo fato, che ti scampi.
Il cammino finisce a queste prode
che rode la marea col moto alterno.
Il tuo cuore vicino che non m’ode
salpa già forse per l’eterno.
(Eugenio Montale, Ossi di seppia; Meriggi e ombre)
05.03.07
Alla ricerca dell’anima gemella
Che le vacanze siano un modo per entrare a contatto con altre culture, conoscere nuove persone e immergersi in nuove identità è un fatto assodato e molto interessante dell’esperienza turistica. Sono molte le pulsioni che ci spingono a lasciare la nostra residenza abituale per andare altrove.
A volte però non è l’altrove ad essere ricercato, o meglio non è interessante la meta della vacanza e l’incontro con la cultura ivi presente. Questa cosa l’hanno ben capita alcune agenzie di viaggi e Tour Operator specializzate nell’organizzare vacanze per single!!! Bhe! Diciamo che dovrebbero lavorare più o meno come delle agenzie matrimoniali dal momento che garantiscono per ogni crociera organizzata (la crociera non è un caso) una egual presenza fra i generi maschile e femminile.
Vi rimando a questo link per approfondire il tema trattato, link here.
Non mi sento di criticare in modo negativo questo tipo di esperienze, al contrario… sicuramente l’anima gemella va ricercata sino il capo opposto del mondo in cui viviamo e, a volte, potremo addirittura aspirare a conoscere extra-terrestri/e, però mi auguro che all’interno delle crociere non vi siano dei sacerdoti pronti a celebrare le nozze!!!
A come Avventura, B come Bagaglio…
Navigando in rete ho avuto la fortuna di trovare questo testo interessante che parla di viaggio, poi ho scoperto che in molti blog si sta diffondendo la notizia in modo esponenziale. Non sono riuscito ad esimermi nel fare altrettanto. Vi ripropongo ciò che ho trovato in rete.
«Questo libro non è un Vademecum o un prontuario per dispensare consigli o risolvere situazioni critiche. E’ un atto d’amore per il viaggio e per il mondo, un libro “di” e “sul” viaggio, ma anche “da” viaggio perché può essere letto di un fiato o assaggiato un poco per volta, partendo dalla fine o dall’inizio, aprendolo a caso o scegliendo l’argomento che più aggrada. Insomma, un buon compagno di viaggio, mi auguro!
In realtà c’è dentro molto del nostro mondo e della nostra passione e credo e spero che molti dei viaggiatori di Avventure nel Mondo si ritroveranno nelle mie parole e nei miei racconti. E anche il titolo non è una coincidenza…
ANNA MASPERO
Tutti i proventi derivanti dai diritti d’autore saranno interamente devoluti a favore dell’Associazione IL SOLE Onlus per contribuire al progetto Fiori che rinascono rivolto a bambini vittime di abusi sessuali in Etiopia
(Informazioni sul sito dell’Associazione www.ilsole.org nella newsletter 31 di ottobre 2006).
Il libro è reperibile sugli scaffali delle migliori librerie, se esaurito si può ordinare e ricevere in pochi giorni. Via internet si può acquistare attraverso il sito della casa editrice senza pagare le spese di spedizione www.fbe-edizioni.com oppure www.ibs.it
SCHEDA LIBRO
Autore: Anna Maspero
Collana: Le Caravelle
Genere: Saggi e Racconti
Pagine: 176
Formato: 15 x 21
Prezzo: euro 13,00
ISBN: 88-89160-40-3
Caratteristiche: Fotografie in b/n
05.02.07
Ultima Burla Spirituale
Questa è la terza che propongo sul blog, credo anche l’ultima… Chi volesse leggerle tutte, però, potrà sempre acquistare il volumetto edito da Panozzo Editore, il prezzo é di circa 7 euro, 120 pagine. A titolo divulgativo (e anche un po’ promozionale) ci tengo a dire che dello stesso autore, per gli appassionati del genere, c’è anche un best seller molto importante nella cultura cinese ovvero I 36 Stratagemmi edito da Il punto d’incontro, prezzo 9,90 euro, 284 pagine.
I tre filosofi
Un’ossessiva ricerca filosofica rischia di far perdere la semplicità della vita.
Tre filosofi viaggiavano da un paese all’altro alla ricerca del più sapiente tra gli uomini. In ogni villaggio in cui arrivavano si impegnavano in erudite dispute filosofiche con i colti locali.
Giunti in un villaggio, a causa della loro foga intellettuale, scambiarono un contadino, che si trovava lì per caso, per il sapiente locale.
Il primo filosofo non perse tempo e rivolse subito la prima domanda al malcapitato:
“Dov’è il centro della terra?”
Il contadino, stupito da quella strana domanda, rispose:
“Il centro della terra è il punto sul quale il mio somaro batte il suo zoccolo!”
“Puoi provare quanto asserisci?”, chiesero i tre filosofi, alquanto incuriositi da quella risposta inconsueta.
“Se non mi credi, prendi un metro e misuratela da solo!”
Il secondo filosofo chiese:
“Quante stelle ci sono in cielo?”
“Esattamente lo stesso numero dei peli del mio somaro! Se non sei convinto, puoi contare sia le une che gli altri. Poi potrai stabilire se ho ragione!”
Allora il terzo filosofo chiese:
“Quante sono le vie della conoscenza umana?”
“La risposta è semplice. Ce ne sono tante quante sono i peli della tua barba. Se hai dubbi, puoi strapparteli e contarli uno a uno. Comunque, se questo no ti bastasse, puoi anche contare i peli della coda del mio somaro, perché sono tanti quanti le vie della conoscenza.”
I tre filosofi, paghi delle risposte, capirono che le loro riflessioni filosofiche erano infruttuose e se ne ritornarono a casa.
Ancora un po’ di Burle Spirituali
Rileggendo il libro di Gianluca Magi ho trovato altre tre storielle che, direttamente e indirettamente parlano del viaggio ve le propongo nei seguenti due post… buona lettura!!!
Il sermone
Non è possibile trasmettere un insegnamento a chi non è pronto a riceverlo. Di converso, chi ha compreso non necessità di ascoltarlo.
Durante un pellegrinaggio, un maestro di grande fama giunse in un piccolo villaggio. Gli abitanti lo implorarono insistentemente di trasmettere il suo insegnamento, ma lui non ne voleva sapere. Insistettero così tanto che alla fine il maestro accettò di parlare.
Il giorno seguente, si radunò tutto il villaggio per ascoltare l’insegnamento. Il maestro scrutò l’uditorio e chiese:
“Sapete ciò che ho da dirvi?”
Una buona parte dei presenti gridò:
“No! Non lo sappiamo!”
Allora il maestro disse:
“In tal senso, non posso insegnare a gente talmente ignorante che non sa neppure di cosa parlerò!” E se ne andò.
L’uditorio rimase attonito e pensò di avere risposto nel modo sbagliato. La brama di ricevere l’insegnamento si fece ancora più largo nei loro cuori. Così, lo rincorsero e lo supplicarono nuovamente di tenere un discorso.
Il giorno seguente, il maestro chiese nuovamente:
“Sapete ciò che ho da dirvi?”
“Si!” bisbigliarono.
“In tal senso”, rispose il maestro, “non occorre che aggiunga altro! Se già lo sapete, non serva a nulla ascoltare le mie parole!”. E se ne andò.
L’uditorio era sempre più sconcertato. Così, lo rincorsero nuovamente.
“Ti preghiamo di porre nuovamente la domanda. Questa volta non ci sbaglieremo”.
Il giorno dopo, il maestro tornò a chiedere:
“Sapete ciò che ho da dirvi?”.
“Alcuni lo sanno! Alcuni non lo sanno!”, risposero in coro.
“In tal senso”, concluse il maestro, “coloro che lo sanno lo dicano a chi non lo sa!”. E se ne andò.

