05.03.07

Alla ricerca dell’anima gemella

Pubblicato su Amici del blog a 5:25 pm di Michele

Che le vacanze siano un modo per entrare a contatto con altre culture, conoscere nuove persone e immergersi in nuove identità è un fatto assodato e molto interessante dell’esperienza turistica. Sono molte le pulsioni che ci spingono a lasciare la nostra residenza abituale per andare altrove.

images.jpegA volte però non è l’altrove ad essere ricercato, o meglio non è interessante la meta della vacanza e l’incontro con la cultura ivi presente. Questa cosa l’hanno ben capita alcune agenzie di viaggi e Tour Operator specializzate nell’organizzare vacanze per single!!! Bhe! Diciamo che dovrebbero lavorare più o meno come delle agenzie matrimoniali dal momento che garantiscono per ogni crociera organizzata (la crociera non è un caso) una egual presenza fra i generi maschile e femminile.

Vi rimando a questo link per approfondire il tema trattato, link here.

Non mi sento di criticare in modo negativo questo tipo di esperienze, al contrario… sicuramente l’anima gemella va ricercata sino il capo opposto del mondo in cui viviamo e, a volte, potremo addirittura aspirare a conoscere extra-terrestri/e, però mi auguro che all’interno delle crociere non vi siano dei sacerdoti pronti a celebrare le nozze!!!

12 Commenti »

  1. noivoiloro detto,

    Caro Mic,
    mi dispiace ma, visto l’argomento, è totalmente inevitabile che io esponga il mio commento nel modo che segue ( non censurarmi, se puoi…!): mi sembra solo una modalità po’ più elegante e “ripulita” di ri-proporre l’ideale di vacanza- sessuale coniugandolo al vecchio motto “moglie e buoi dei paesi tuoi”.
    …io osservo sogghignante….;-)

  2. Michele detto,

    Bhe! Caro noivoiloro,
    le pulsioni che ci spingono a fare un certo tipo di esperienze sono sicuramente diverse ed interagiscono le une con le altre. Quello che tengo a dire sull’aromento di cui sopra e che, sicuramente, per fare del profitto il Tour Operator in questione dovrà cercare un giusto mix di emozioni da far interagire le une con le altre… altrimenti rischia veramente che i pacchetti siano delle vere e proprie proposte al buio!!!

  3. Sere detto,

    In effetti noivoiloro non ha tutti i torti.
    L’idea (romantica, ammettiamolo) di trovare l’anima gemella in capo al mondo non si coniuga bene con la realtà di una nave dove decine di single sono pronti a una vera e propria caccia.
    Probabilmente, ma forse si tratta solo di una mia vena “surrealista” (chi lo sa), sarebbe più interessante incontrare l’anima gemella parlando con chi è seduto accanto a noi in treno (un esempio come un altro, non pensate).
    ;)

  4. noivoiloro detto,

    …sono sicuramente daccordo con Serena….la casualità è ciò che manca a questo tipo di incontri: tutto è predisposto, tutto è programmato.
    Preferirei incontrare qualcuno quando me lo aspetto e dove meno me lo aspetto….

    un bacio a tutti e due!

  5. Latin lover detto,

    Solo un osservazione!!!
    Crede sia possibile conoscere l’anima gemella restando a casa?!?
    La causalità è un’esperienza che va programmata.

  6. Mascalzone latino detto,

    Io, francamente, e molto semplicemente, ritengo che i rapporti tra uomo e donna non siano regolati dalla casualità, bensì da una rigida e deterministica ragione celeste che ci guida verso una virtualità fatta di unione principalmente carnale.
    La casualità va rifuggita come la peste: nulla va ricercato maggiormente che la ferrea CAUSALITA’ sopratutto per quanto concerne le relazioni sentimentali a breve e brevissimo termine.
    Mascalzone latino

  7. Dorcas Gustine detto,

    Quando penso all’incontro mi viene subito in mente Montale. Non perchè sia necessaria una trasposizione ideale del fenomeno, ma perchè negli incontri e nelle occasioni montaliane ne sono sintetizzati i momenti principi. Casualità, sogno, destino, attesa: tutto viene ricondotto a uno spirito classico. Dante che incontra Beatrice vicino le scale di Santa Croce a Firenze, e ancora esodi stilnovisti. L’incontro è uno spazio sacrale del quotidiano. Un moto che avviene tra due spazi che non si conoscono, ma che si trovano vicini prima o poi lungo personali sentieri della vita. Ma anche questo momento è oggi vilipeso, dallo spavaldo avanzare di incontri su internet che non sono “incontri”, ma ricerche determinate da sfoghi emotivi che nella quotidianità non riescono ad esplicarsi. Quando e dove avverrano i nostri Incontri? Questo non possiamo saperlo, ma senz’altro in un luogo lontano dai nostri sensi e dalla nostra immaginazione. Nella ritualità di un presente che nessuno può credere di conoscere.

  8. Michele detto,

    Chissà perché… ma noto del fuoco amico nelle parole degli ultimi due interventi!!! Mi chiede perché corrado non voglia firmarsi di proprio pugno?!?!?
    Anche un’altro dubbio… Dorcas Gustine non è forse giacomo, o ancora corrado?

  9. Giacomo detto,

    Eccolo che, evocato, Giacomo appare, languido come una ninfa, e plumbeo come un satiro.
    Quando si parla di casualità e casualità Giacomo impallidisce perchè, frequentemente, inpreca sia contro l’una che contro l’altra.
    E in questo trascolorare di sensi perduti, stenta sempre a ridare anche il minimo significato alla propria vita. Se solo potessimo aggrapparci all’una o all’altra, allora potremmo trovare l’appiglio per giustificare o de-giustificare la nostra vita. Andando a capo senza rientro. Senza margini, nè allineamento.
    Se solo potessimo scommettere sapendo già di perdere o di vincere, allora potremmo davvero ridere di noi stessi. Ridere in versi, rima libera e senza grammatica. Saggio è colui che non scommette per il soldi che vince.
    Non così è per gli uomini, sempre sospesi in attesa della visita inopportuna della sorte.
    In sorprendenti enjambement, che inevitabilmente, non ti fanno capire niente.
    Giacomo

  10. noivoiloro detto,

    Michele: No, ti sei sbagliato, non è Corrado il Deus Ex Machina ( pe rlo meno non del tutto…) dietro questi commenti, ci siamo rivolti a penne più auliche e fertili ( senza nulla togliere all’arte creativa del solito sospetto sopra citato).
    Tutti avete mancato di citare quello che gli antichi chiamavano Fato, oggi Destino e che a me, per comodità o modernità, piace chiamare Serendipità.

    Cito testualmente dal sito dell’Accademia della Crusca:
    «L. Satta: ‘Serendipità’: strano termine, introvabile nei dizionari: ‘Sta a indicare – usiamo le parole di un illustre clinico – la capacità di un ricercatore di rilevare e interpretare correttamente un fenomeno occorso in modo del tutto casuale’. E si cita l’esempio di Fleming e della penicillina. Insomma è il fare una scoperta quando le ricerche non sono orientate verso quella scoperta.
    = Dall’ingl. Serendipity, voce coniata nel 1754 da H. Walpole nel suo romanzo ‘Three princes of Serendip’ (dove narra la storia di tre giovani che hanno il dono naturale di scoprire cose di valore senza cercarle), deriv. da ‘Serendip’ (o ‘Serendib’), nome dell’isola di Sri Lanka.» (Battaglia, Grande dizionario della lingua italiana.)
    Nell’uso però, la voce inglese non è limitata all’ambito di un’indagine: «Serendipity is the luck some people have in finding or creating interesting or valuable things by chance.
    Ceracando si torva dell’altro, ma senza l’intenzionalità di trovarlo..e magari ci si accorge che è proprio la cosa che mancava.

    Poi mi risulta che anche l’autore di questo blog abbia sperimentato qualcosa del genere nei Love Affairs, o mi sbaglio?

    P.s. questo blog non è mella-friendly!!

  11. Michele detto,

    Fra poco vorrei dedicare un post al viaggio al femminile, ho trovato (o meglio altri per me hanno trovato, grazie mille ALE) un’interessantissima ricerca sul modo di viaggiare al femminile. Quindi avremo, per così dire, anche un opinione dell’altra metà del cielo!!! Solo un paio di riflessioni su quanto detto in questi commenti.
    1. GRAZIE RAGAZZI PER AVER COMMENTATO!!!
    2. Le vie del signore sono infinite e, destino o casualità, fato o ricerca personale, possono essere tutti bei motivi per trovare l’anima gemella. Il TO in questione sicuramente non si preoccupa del problema, anzi, se fa cassa (porta soldi al proprio mulino) questo rappresenta un elemento critico di successo dell’azienda.
    Dal momento che poi sono emersi riferimenti personali… ci tengo a dire che innamorarsi in viaggio è una cosa bellissima, è un modo per creare una propria storia d’amore senza che la propria quotidianità, le relazioni sociali di appartenenza, possano scalfire la poesia e la romanticità di certe situazioni legate al tempo straordinario del viaggio. In un certo senso si è allo stesso tempo in mezzo al mondo e fuori di esso, in un moto perpetuo che rende le persone fragili, più sensibili ma anche forti e coraggiose di essere se stessi.
    PS: Attenti al RITORNO (nel duplice senso della parola: quello di ritorno a casa e di conseguenza alla quotidianità)!!!

  12. noivoiloro detto,

    “La ricerca dell’anima gemella” ( frase fatta che comincio a trovare decisamente spoetizzante) sta cominciando a diventare una fabbrica, una catena di montaggio, appaiare le persone come si trattasse di paia di calzini che girano raminghi per il mondo è, oggi, la missione dei più.

    “L’industria dell’unione sentimentale ( ed uso questo termine perchè desidero essere benevola) miete più vittime del colera…forse sarebbe il caso di ridimensionare il tutto e tornare alla tradizione.


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