06.04.07
Second life – seconda scelta
Tutti noi conosciamo, almeno per sentito dire, cosa sia Second Life… ce n’è un gran parlare specialmente di questi tempi. Ora, molti esperti del settore credono che la seconda vita, quella in second life, possa essere un nuovo modo di esprimere il carattere post moderno dell’uomo in questa società (scusate il giro di parole, ma d’ora in poi lascierò i termini sociologici da parte). Così molte aziende si sono subito accaparrate la propria isola ad uso commerciale, espositivo, d’immagine, etc.
Altri, che non seguono così ansiosamente gli svilupppi della rete, ma credono in un utilizzo della stessa da parte di un essere “UOMO” e non “TECNO-UOMO”, affermano che second life sia waterproof (ovvero fuffa!).
Difficile capire dove sta la verità, almeno ad oggi… Quello che è certo, e che volevo sottoporre all’attenzione dei lettori del blog, è che le tasse che paghiamo allo stato, sotto forma di euro, sono state utilizzate (solo 10.000 euro!!!) per acquistare linden dollar per accaparrare un’isola da vendere ai turisti o cybernauti.
La regione Toscana ha infatti costruito la propria isola virtuale.
Tutte le informazioni in dettaglio su questo articolo.
Dal mio punto di vista ci tengo a sottolineare che per prima la Toscana si è mossa in una direzione del genere e, da un punto di vista strategico e di marketing, la scelta potrebbe avere il suo perchè. Ben fatto!
Però non riesco proprio a concepire come sia possibile che un ente pubblico decida di “vendersi” tramite canali così alternativi. Adatti magari a creare fuffa per eventi e prodotti, ma pur sempre canali poco propensi a soddisfare i bisogni di un probabile turista (più attento all’esperienza del viaggio, più interessato ad evadere dal quotidiano, più portato allo spostamento fisico e mentale rispetto l’utente web). Forse, l’esperienza che potrà svilupparsi nei cybernauti è più vicina ad una seconda scelta piuttosto che una seconda vita.

NVL detto,
Giugno 5, 2007 a 11:27 am
…come sempre, ogni nuovo giocattolo, va testato, provato ed utilizzato.
paradiso detto,
Giugno 7, 2007 a 2:30 pm
non osteggio anzi sono favorevole al nuovo ed alla tecnologia anche come mezzo per vivere vite altrimenti possibili solo nei sogni. ed anch’io ne faccio uso cercando di piegarla ai miei bisogni e non di esserne piegato (forse un’utopia). tuttavia preferisco la realta’, e mi piace il sudore sulla fronte piuttosto che sul mouse.
dubito che Kerouak avrebbe concepito “On the road” dopo un viaggio in Second Life.
Ciao Michele, blog interessantissimo
a presto