01.15.08

In moto… parte terza!

Pubblicato su Amici del blog a 11:04 am di Michele

I sogni di un piccolo centauro posso anche finire quando grippi il motore del tuo bolide… dopo un anno di tragitti e strade impossibili, il mio bellissimo Caballero dava segni di stanchezza e avvertivo che le salite rappresentavano dei momenti di stress eccessivo per il mio piccolo cinquantino… è vero che avevo sei marce, ma non era quasi più possibile ingranare la quarta anche in piccole salite!!! Il malessere era iniziato con una riga al cilindro dovuta al distaccamento di una fascia del pistone, una vera tragedia per la testata del motore. A lei piaceva lavorare ad alti regimi a 10000/11000 giri al minuto, ma con quella righina lì era sofferente e non voleva sentirsi troppo sotto pressione.

Per me fu una tragedia perché ero condannato ad utilizzare il Caballero solo in alcuni momenti e non potevo più soddisfare il mio interesse verso il moto quotidiano. Naturalmente la domenica era sempre lui ad accompagnarmi sugli sterrati e le strade bianche, ma durante la settimana avevo bisogno di un mezzo più adatto alle esigenze di movimento…

Fu così che mio nonno, meccanico di professione, mi cedette la sua Vespa 50 Special. Di nuovo, un sogno che si realizzava!

Lei più morbida ed educata, era una vespa con carattere docile dal colore azzurro profondo. Mi avrebbe accompagnato a scuola e agli incontri con gli amici del bar, mi sarebbe stata utile per gironzolare anche in due sulle strade asfaltate e possibilmente con poche buche.
L’unica cosa di cui aveva bisogno però era un restyling generale: via la sella monoposto… sostituita da una splendida yankee. Via testata, marmita e scarico per dar posto ad un pollini in alluminio con carburatore maggiorato e scarichi un po’ più “aperti”.

Ora era pronta alle mie esigenze di vespista (ci tengo a sottolineare la grande differenza fra un vecchio vespista e il moderno scooterista, sono due categorie di piloti sostanzialmente diverse). La mia aveva 4 marcie, due ruote da bicicletta e delle sospensioni adatte ad ammortizzare le cicche di sigaretta presenti sull’asfalto. L’unica cosa di cui non godeva erano i freni, per quelli utilizzavo le suole delle scarpe!

vespa 50 special

Poco importa, lei sarebbe rimasta al mio fianco fino i 16 anni, ovvero fino a quando avrei preso la patente per passare ad un 125.

Forse la lunga storia che vi ho raccontato fino ad ora può sembrarvi un po’ fuorviante dal tema del turismo… riprendiamo subito i binari e speriamo di costruire il percorso parallelo.

Quello che, “girandoci molto intorno” volevo dire, è che ogni compagno di viaggio è fatto a modo suo, con il proprio carattere, doti e debolezze. Oggi siamo sempre più abituati ad apprezzare la diversità, le diverse qualità che prodotti diversi (comprese le mete turistiche) sono in grado di offrirci. Quest’apertura nasce da un modo di osservare e vivere il mondo che poco condivide con la ricerca della perfezione assoluta e, proprio in ragione di questo fatto, rappresenta uno sforzo difficile nel momento in cui si chiede al pilota di entrare in contatto con un altro mezzo, con un altro passeggero, con un altro modo di osservare i luoghi. A volte anche il solo andare è figlio di un moto interiore che non è mai lo stesso, cambia da persona a persona, e lo sforzo che oggi ci viene chiesto come osservatori di questa spinta è proprio quello di prendere atto della diversità, di accettarla consapevoli dei nostri limiti, di viverla senza tradire noi stessi.

In questo senso anche la postmodernità diviene solo un canale di trasmissione con cui l’individuo può mettersi in contatto per assaggiare esperienza diverse dalle sue. Questa osservazione richiede allenamento e fatica… di nuovo BUON COMPAGNO DI VIAGGIO a tutti!

01.11.08

In moto, parte seconda

Pubblicato su Amici del blog a 11:49 am di Michele

I 14 anni sono famosi perché arriva il tempo del motorino, il cosiddetto cinquantino. Ricordo ancora come aspettavo trepidante l’arrivo di questo mezzo tutto mio, mi avrebbe portato ovunque nello spazio conosciuto e sarebbe rimasto fedelmente ai miei servigi fino l’età dei 18, prima dell’automobile.

Il countdown è iniziato un anno prima… ogni giorno della mia adolescenza che passava era un giorno in meno prima di salire a bordo del mio futuro mezzo.

Tutti i miei amici, erano gli anni dello scooter, avevano già pronti i loro monomarcia nuovi di zecca, per quel che mi riguardava invece io preferivo le moto con frizione e marcie e l’aspetto da centauro vero… Fu così che grazie ad un cugino dei miei genitori riuscii ad avere gratuitamente la mia prima moto, un bellissimo FANTIC MOTOR CABALLERO.

caballero

Il mio era un sogno realizzato, un bel cross a sei marce che dava del filo da torcere a tutti i migliori scooter su piazza. La testata, gigantesca rispetto i cc del motore, era piena di grinta ed esprimeva la sua timidezza solo con le salite più dure. Al tempo io avevo appena compito i miei 14 anni e il caballero già ne vantava 17 o 18 (siamo nel 1995).

Chiunque sia salito su una moto come quella ricorderà il suono del motore… un martellante ed incessante rombo che ti annunciava già diversi Km prima del tuo arrivo al ritrovo con gli amici… Adoravo fare le lunghe passeggiate estive a bordo del mio ciclomotore, quando finivo di lavorare mi ricordo che la mia passione era percorrere quelle vecchie strade di campagna che dalle mie parti sembrano non finire mai. Ho imparato nel giro di poco tempo ad apprezzare l’andare per il piacere di andare… partivo la mattina, mettevo un po’ di miscela, e poi scaldavo il motore percorrendo km e km di strade bianche. Ogni tanto se il terreno lo permetteva mi concedevo il lusso di un po’ di cross amatoriale e alla fine della giornata tornavo a casa con il sorriso e la felicità di aver passato un giorno storico nella mia vita.

Non ero io a decidere dove voler andare, era sempre lui a guidarmi nelle strade sconosciute della campagna, a condurmi in sentieri anche poco praticabili e scomodi. Quel senso di moto, ancora oggi mi riempe il cuore, quel andare perché c’è la necessità di farlo magari anche senza capirne a fondo il motivo. Scaricare le proprie incertezze andando verso l’incerto, dare forza al proprio moto interiore grazie ad un semplice motore con due ruote. Che dire… speriamo la nebbia se ne vada per fare una BUONA PASSEGGIATA!

01.10.08

In moto!

Pubblicato su Amici del blog a 7:39 pm di Michele

Avevo circa 10/11 anni e, al tempo, partecipavo a livello agonistico alle corse in bicicletta nella categoria G6, quella precedente agli esordienti. Facevo una gran fatica a piazzarmi nei primi posti, anche perché il mio peso era “leggermente superiore alla media”, ma ho imparato grazie a questo sport a dare tutto indipendentemente dal risultato. Era importante non arrivare, ma dare tutto perché nel tempo si migliorasse sempre di più.

Il meccanismo era semplice si prende la bici e si pedala fin quando c’è fiato. Dopo qualche mese di duri allenamenti ho iniziato a “rompere il fiato” e ad avere le mie prime piccole soddisfazioni, nulla di impressionante solo dei piccoli miglioramenti nei miei limiti. Sono arrivati i campionati italiani e, per me, il momento di definire quelli che erano stati i miei sforzi… Ad ogni batteria partecipavano circa 50/60 ragazzi da tutta Italia e solo i primi 3 avrebbero superato il turno, era importante rimanere sempre davanti per non rischiare di rimanere in mezzo al gruppo durante la volata finale. Il circuito era a forma di parallelepipedo e la strada un po’ sdruciolevole… 6 giri tutti tirati fino al limite di tutte le nostre capacità.

Quando iniziò l’ultimo giro ero in testa al gruppo, a fianco avevo il mio rivale di sempre Andrea, lui era un ragazzo bravissimo che correva in bici già dall’età di 6 anni e vivendo nella stessa provincia abbiamo sempre lottato l’uno contro l’altro.

Mi dicevo in continuazione per sopportare lo stress, che proprio ora che eravamo al 6° giro dovevo perlomeno provare ad arrivare 3.

Alla penultima curva prima del rettilineo finale c’è stato un brutto incidente ed io che nel frattempo ero scivolato dietro la testa del gruppo ho rallentato per non entrare nel groviglio di biciclette che erano rimaste coinvolte. Ancora adesso ho l’immagine della caduta di quel ragazzo proprio di fronte a me, fortunatamente la croce rossa l’ha soccorso subito e si è poi ripreso dal trauma avuto. La sua corsa come quella di altri ragazzi era finita, mentre a me toccava pedalare ancora per altri 2 o 3cento metri. In testa alla fuga c’ero io con altri 6 o 7, non riuscivo neanche più a vedere il mio amico/sfidante Andrea da quanto ero preso dalla strada. Lì ruota a ruota a pochi cm dal mio precedente non riuscivo a vedere altro che il traguardo che si avvicinava…

Esco dalla scia del ragazzo davanti a me, tiro giù tutto il rapporto e inizio con tutta la mia disperazione a battere pedalata su pedalata. Nel frattempo tutti i genitori e spettatori erano pronti a festeggiare il proprio campione ed incitavano tutti i ragazzi che estenuati dalla corsa volevano arrivare primi. Ce l’ho messa tutta ma mi sono piazzato solo 4° a 10 cm dal ragazzo prima di me, a 50 cm dal secondo e ad una bicicletta e mezzo dal primo.

Quando ho saputo il mio risultato ho avuto un unico pensiero verso quei ragazzi caduti alla penultima curva e pur amareggiato dal risultato ero pienamente soddisfatto di quello che avevo fatto. Non era più interessante la posizione alla quale ero arrivato, era il cammino che mi ha portato fino lì a farmi felice, era la sofferenza e i sacrifici che mi hanno dato la possibilità di partecipare ad un’esperienza unica nella mia vita misurandomi con persone che come me nutrivano lo stesso entusiasmo verso questo sport.

Capita anche di vincerle, le sfide, ma proviamo sempre a far attenzione al piacere che c’è nell’attraversare i propri confini, nel credere in se stessi indipendentemente dalle persone che remano contro di te. Quel credere in se stessi, qualsiasi cosa si faccia, è una radice profonda nell’animo umano è quel radicamento dinamico sempre in moto dentro.
Bhe! la metafora del cammino della propria vita si avvicina molto a questa esperienza… mi auguro che ognuno possa lottare per la propria sfida ad armi pari, con onestà e fatica, con sacrificio e generosità. BUON VIAGGIO!

01.09.08

Controcorrente

Pubblicato su Amici del blog a 2:10 am di Michele

Da piccolo ero così contrario a tutto che oggi, cresciuto, mi ritrovo ad aver imparato, grazie all’aiuto delle persone, le cose che avrei potuto studiare solo sui libri  e a capire le persone studiandole solo su carta!

01.06.08

Intervista web

Pubblicato su Amici del blog a 12:06 pm di Michele

Cari lettori,
Attualmente sto lavorando ad un progetto di marketing editoriale con l’Università di Urbino, si tratta di un esame che spero di superare a breve. Volevo farvi partecipi di un’indagine che serve da punto di partenza per delineare alcuni aspetti del mercato di riferimento, chiunque volesse può rispondere alle domande sotto riportate e spedire il tutto qui. Grazie per la collaborazione!

M o F

Età

Provenienza

Titolo di studio
Lic. Elementare – Medie – Diploma superiore – Laurea

Lei ha mai letto o sfogliato una rivista di viaggi e turismo?
Sì        lettore occasionale        lettore abituale
No        perché ______________________________

Fra le seguenti riviste quali conosce?
Traveller    0
Meridiani    0
I Luoghi dell’Infinito    0
Itinerari e Luoghi    0
National Geographic    0

A suo giudizio, quali caratteristiche dovrebbe avere una rivista di viaggio?

Il tema dei viaggi culturali e religiosi le interessa? Perché?

Cosa si aspetta dall’acquisto di una rivista di viaggi che ha come tema principale la ricerca del sé?

Grazie per la disponibilità!

01.05.08

Cecco

Pubblicato su mio a 2:45 pm di Michele

Ben tornata! Sì, proprio così… è una questione di passione, e se lei torna anche Evado ri-torna per poi ripartire… chiamiamolo radicamento dinamico!

Una nuova forma, forse molto meno comprensibile di quella di prima perché parte da un linguaggio più astratto, meno lineare, più confuso e molto più incerto. Non so se tutti i lettori gradiranno questi cambiamenti di stile, ma spero che in questo “rinascimento” si possa partire dalle emozioni per entrare nel viaggio, dai sensi per entrare nel cammino verso una meta che non è nota. Buona ri-lettura.

S’i fosse fuoco, arderei ‘l mondo;
s’i fosse vento, lo tempestarei;
s’i fosse acqua, i’ l’annegherei;
s’i fosse Dio, mandereil’ en profondo;
s’i fosse papa, allor serei giocondo,
ché tutti cristiani imbrigarei;
s’i fosse ‘mperator, ben lo farei;
a tutti tagliarei lo capo a tondo.
S’i fosse morte, andarei a mi’ padre;
s’i fosse vita, non starei con lui;
similemente faria da mi’ madre.
Si fosse Cecco com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le zoppe e vecchie lasserei altrui.