01.11.08

In moto, parte seconda

Pubblicato su Amici del blog a 11:49 am di Michele

I 14 anni sono famosi perché arriva il tempo del motorino, il cosiddetto cinquantino. Ricordo ancora come aspettavo trepidante l’arrivo di questo mezzo tutto mio, mi avrebbe portato ovunque nello spazio conosciuto e sarebbe rimasto fedelmente ai miei servigi fino l’età dei 18, prima dell’automobile.

Il countdown è iniziato un anno prima… ogni giorno della mia adolescenza che passava era un giorno in meno prima di salire a bordo del mio futuro mezzo.

Tutti i miei amici, erano gli anni dello scooter, avevano già pronti i loro monomarcia nuovi di zecca, per quel che mi riguardava invece io preferivo le moto con frizione e marcie e l’aspetto da centauro vero… Fu così che grazie ad un cugino dei miei genitori riuscii ad avere gratuitamente la mia prima moto, un bellissimo FANTIC MOTOR CABALLERO.

caballero

Il mio era un sogno realizzato, un bel cross a sei marce che dava del filo da torcere a tutti i migliori scooter su piazza. La testata, gigantesca rispetto i cc del motore, era piena di grinta ed esprimeva la sua timidezza solo con le salite più dure. Al tempo io avevo appena compito i miei 14 anni e il caballero già ne vantava 17 o 18 (siamo nel 1995).

Chiunque sia salito su una moto come quella ricorderà il suono del motore… un martellante ed incessante rombo che ti annunciava già diversi Km prima del tuo arrivo al ritrovo con gli amici… Adoravo fare le lunghe passeggiate estive a bordo del mio ciclomotore, quando finivo di lavorare mi ricordo che la mia passione era percorrere quelle vecchie strade di campagna che dalle mie parti sembrano non finire mai. Ho imparato nel giro di poco tempo ad apprezzare l’andare per il piacere di andare… partivo la mattina, mettevo un po’ di miscela, e poi scaldavo il motore percorrendo km e km di strade bianche. Ogni tanto se il terreno lo permetteva mi concedevo il lusso di un po’ di cross amatoriale e alla fine della giornata tornavo a casa con il sorriso e la felicità di aver passato un giorno storico nella mia vita.

Non ero io a decidere dove voler andare, era sempre lui a guidarmi nelle strade sconosciute della campagna, a condurmi in sentieri anche poco praticabili e scomodi. Quel senso di moto, ancora oggi mi riempe il cuore, quel andare perché c’è la necessità di farlo magari anche senza capirne a fondo il motivo. Scaricare le proprie incertezze andando verso l’incerto, dare forza al proprio moto interiore grazie ad un semplice motore con due ruote. Che dire… speriamo la nebbia se ne vada per fare una BUONA PASSEGGIATA!

1 Commento »

  1. 0rland80 detto,

    E-vado mi ricordo quando comprai la mia prima e ultima moto e la risistemai pezzo per pezzo, un morini 350 del 76 che aveva già 11 anni.


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